Focus • Il suono

SCIENZA ATTIVA » FOCUS TECNOLOGIA Il suono La corda di una chitarra o di un altro strumento, se pizzicata, si mette a vibrare e produce un suono. Diventa, così, una sorgente sonora. Le vibrazioni della corda si trasmettono agli strati di aria più vicini e via via agli strati successivi, formando così le onde sonore che giungono fino al nostro orecchio. COME SI PROPAGA IL SUONO L’aria è il mezzo con cui si trasmette la maggior parte delle onde sonore che raggiungono le nostre orecchie. I suoni, infatti, hanno bisogno di un mezzo per propagarsi e l’aria è quello più comune. I suoni si possono propagare anche tramite altri materiali. Nell’acqua, per esempio, sono molto più rapidi. Nei muri delle case, nelle rocce, nei metalli le onde sonore si propagano ancora più velocemente che nell’aria e nell’acqua. LO SAI CHE… Sulla Luna c’è un silenzio assoluto perché non c'è (quasi) atmosfera e quindi i suoni non possono diffondersi. LE VIBRAZIONI L’orecchio permette di distinguere e riconoscere, per esempio, i suoni acuti come quelli del violino e i suoni gravi come quelli del tamburo. L’altezza di un suono dipende dal numero di vibrazioni che si producono in un secondo. L’orecchio umano può percepire solo i suoni con una vibrazione compresa tra le 16 e le ventimila vibrazioni. I suoni che superano le ventimila vibrazioni sono detti ultrasuoni e sfuggono al nostro udito, ma sono percepiti dai cani e dai pipistrelli. L’eco Il fenomeno della riflessione delle onde sonore può generare due fenomeni particolari: il rimbombo e l'eco. Se l’ostacolo è vicino, come per esempio le pareti di una stanza, le onde sonore vi urtano contro e ritornano immediatamente indietro creando l’effetto del rimbombo, che amplifica e disturba il suono emesso. Se l’ostacolo è, invece, più lontano, come il versante di un monte (o comunque a più di 17 metri), le onde sonore rimbalzano e tornano indietro con qualche istante di ritardo generando il fenomeno dell'eco, cioè la ripetizione del suono emesso. LE APPLICAZIONI DELL'ECO Il fenomeno dell’eco ha molte applicazioni interessanti. Le navi, per esempio, usano lo strumento dell’ecoscandaglio che emette onde sonore verso il fondo del mare e misura il ritardo con cui esse ritornano dopo esser state riflesse. Conoscendo la velocità del suono nell’acqua si può calcolare la profondità del mare. Anche l’ecografo utilizza questo principio e permette di osservare l’interno del corpo umano. L’ecografo, infatti, emette ultrasuoni e misura il ritardo con cui essi ritornano. Un computer collegato ad esso trasforma queste informazioni in immagini. CAPIRE CON… UN ESPERIMENTO La risonanza Prova a svolgere questo piccolo esperimento. Sarà utile per verificare un principio delle onde sonore che spiega anche il funzionamento dell’orecchio. 1. Realizza un tamburello: copri una scatola rigida e vuota con un foglio di plastica ben teso e fissalo con un elastico. 2. Spargi un po’ di zucchero sulla superficie. 3. Avvicina un oggetto di latta al tamburo e percuotilo con forza con un cucchiaio. Vedrai lo zucchero “saltare”. La spiegazione risiede nel fenomeno della risonanza, che dimostra che quando un oggetto è investito da onde sonore inizia a vibrare, cioè risuona. Nell’orecchio le onde sonore creano il fenomeno della risonanza quando arrivano alla membrana del timpano e la fanno vibrare. Per risonanza poi vibrano gli ossicini interni, che a loro volta fanno risuonare la chiocciola. STUDIO con METODO ▼ Verifico le informazioni. Indica con una X se ogni affermazione è vera o falsa. Il suono si propaga nel vuoto. Vero  Falso Il suono si propaga nell’acqua. Vero  Falso Gli ultrasuoni sono percepiti dal nostro udito Vero  Falso
SCIENZA ATTIVA » FOCUS TECNOLOGIA Il suono La corda di una chitarra o di un altro strumento, se pizzicata, si mette a vibrare e produce un suono. Diventa, così, una sorgente sonora. Le vibrazioni della corda si trasmettono agli strati di aria più vicini e via via agli strati successivi, formando così le onde sonore che giungono fino al nostro orecchio. COME SI PROPAGA IL SUONO L’aria è il mezzo con cui si trasmette la maggior parte delle onde sonore che raggiungono le nostre orecchie. I suoni, infatti, hanno bisogno di un mezzo per propagarsi e l’aria è quello più comune. I suoni si possono propagare anche tramite altri materiali. Nell’acqua, per esempio, sono molto più rapidi. Nei muri delle case, nelle rocce, nei metalli le onde sonore si propagano ancora più velocemente che nell’aria e nell’acqua. LO SAI CHE… Sulla Luna c’è un silenzio assoluto perché non c'è (quasi) atmosfera e quindi i suoni non possono diffondersi. LE VIBRAZIONI L’orecchio permette di distinguere e riconoscere, per esempio, i suoni acuti come quelli del violino e i suoni gravi come quelli del tamburo. L’altezza di un suono dipende dal numero di vibrazioni che si producono in un secondo. L’orecchio umano può percepire solo i suoni con una vibrazione compresa tra le 16 e le ventimila vibrazioni. I suoni che superano le ventimila vibrazioni sono detti ultrasuoni e sfuggono al nostro udito, ma sono percepiti dai cani e dai pipistrelli. L’eco Il fenomeno della riflessione delle onde sonore può generare due fenomeni particolari: il rimbombo e l'eco. Se l’ostacolo è vicino, come per esempio le pareti di una stanza, le onde sonore vi urtano contro e ritornano immediatamente indietro creando l’effetto del rimbombo, che amplifica e disturba il suono emesso. Se l’ostacolo è, invece, più lontano, come il versante di un monte (o comunque a più di 17 metri), le onde sonore rimbalzano e tornano indietro con qualche istante di ritardo generando il fenomeno dell'eco, cioè la ripetizione del suono emesso. LE APPLICAZIONI DELL'ECO Il fenomeno dell’eco ha molte applicazioni interessanti. Le navi, per esempio, usano lo strumento dell’ecoscandaglio che emette onde sonore verso il fondo del mare e misura il ritardo con cui esse ritornano dopo esser state riflesse. Conoscendo la velocità del suono nell’acqua si può calcolare la profondità del mare. Anche l’ecografo utilizza questo principio e permette di osservare l’interno del corpo umano. L’ecografo, infatti, emette ultrasuoni e misura il ritardo con cui essi ritornano. Un computer collegato ad esso trasforma queste informazioni in immagini. CAPIRE CON… UN ESPERIMENTO La risonanza Prova a svolgere questo piccolo esperimento. Sarà utile per verificare un principio delle onde sonore che spiega anche il funzionamento dell’orecchio. 1. Realizza un tamburello: copri una scatola rigida e vuota con un foglio di plastica ben teso e fissalo con un elastico. 2. Spargi un po’ di zucchero sulla superficie. 3. Avvicina un oggetto di latta al tamburo e percuotilo con forza con un cucchiaio. Vedrai lo zucchero “saltare”. La spiegazione risiede nel fenomeno della risonanza, che dimostra che quando un oggetto è investito da onde sonore inizia a vibrare, cioè risuona. Nell’orecchio le onde sonore creano il fenomeno della risonanza quando arrivano alla membrana del timpano e la fanno vibrare. Per risonanza poi vibrano gli ossicini interni, che a loro volta fanno risuonare la chiocciola. STUDIO con METODO ▼ Verifico le informazioni. Indica con una X se ogni affermazione è vera o falsa. Il suono si propaga nel vuoto. Vero  Falso Il suono si propaga nell’acqua. Vero  Falso Gli ultrasuoni sono percepiti dal nostro udito Vero  Falso <