Il Cristianesimo

STORIA » La civiltà romana ASCESA E CADUTA DELL'IMPERO Il Cristianesimo Durante il governo di Tiberio Cesare (14-37 d.C.), una nuova religione si affermò nella provincia romana della Palestina, che i suoi abitanti, gli Ebrei, chiamavano Terra di Canaan. In quei luoghi Gesù di Nazareth iniziò a predicare l’amore verso il prossimo, il rifiuto della violenza, l’uguaglianza di tutti gli uomini, la pace e la giustizia, presentandosi come il figlio di Dio che diventa uomo per salvare tutta l'umanità. Queste idee si diffusero rapidamente fra i poveri, ma suscitarono i sospetti e l’ostilità delle autorità, in quanto entusiasmavano le folle. Gesù fu quindi arrestato e consegnato a Ponzio Pilato, governatore romano, che lo condannò a morte per crocifissione. Dopo la sua morte, i suoi seguaci, gli apostoli, iniziarono a diffondere il suo messaggio di fratellanza in Asia Minore, in Africa, in Grecia e in seguito a Roma. Era dunque nata una nuova religione monoteista, il Cristianesimo, che si affermò ben presto in molte regioni dell’Impero. Gesù Cristo in un celebre mosaico nella chiesa di Santa Sofia a Istanbul, in Turchia. AUTORITÀ E RELIGIONE Gli imperatori avevano concesso la libertà religiosa a tutte le popolazioni sottomesse. Numerose religioni, soprattutto orientali, si erano diffuse a Roma e, addirittura, molti degli dèi stranieri erano adorati anche dai Romani. La rapida diffusione del Cristianesimo, al contrario, mise in allarme le autorità romane, in quanto i cristiani rifiutavano l’uso delle armi, mettendo in pericolo l’efficienza dell’esercito. Le idee dei cristiani, inoltre, rappresentavano una seria minaccia per l’ordinamento sociale romano; per loro, infatti, non esistevano differenze fra cittadini romani e barbari, tra liberi e schiavi, tra uomini e donne, tra ricchi e poveri e questo non poteva essere accettato da una società che prevedeva grosse diseguaglianze fra patrizi e plebei e la presenza degli schiavi. I cristiani, fra l'altro, non riconoscevano la natura divina dell'imperatore e si rifiutavano di adorarlo e di fare sacrifici in suo onore. Questo loro atteggiamento fu considerato dalla legge romana un reato contro lo Stato, punibile con la morte. LE PAROLE DELLA STORIA Apostolo In greco significa “inviato”. Gli apostoli erano uomini inviati da Gesù per predicare il Vangelo (cioè la “buona notizia”) a tutti gli uomini della Terra. Il Cristianesimo e le prime comunità cristiane - Apprendimento individualizzato I primi cristiani davano ad alcune immagini un profondo significato spirituale: La colomba indicava la pace, il pavone l'immortalità, il pesce era il simbolo di Gesù Cristo. LE PERSECUZIONI DEI CRISTIANI Gli imperatori romani giudicarono pericoloso per l'Impero il Cristianesimo. Per questo si arrivò alle persecuzioni. Nel 64 d.C., l'imperatore Nerone accusò i cristiani di aver provocato un incendio a Roma che durò sei giorni e distrusse buona parte della città. Un gran numero di donne, uomini e bambini furono catturati e uccisi: alcuni furono crocifissi, altri furono dati in pasto alle belve. Gli imperatori che si succedettero da allora si convinsero che, una volta uccisi tutti i cristiani, i problemi sarebbero stati risolti. Così, nel 95 d.C., Domiziano ordinò una nuova persecuzione a cui ne seguì un'altra nel 166 d.C. ordinata da Marco Aurelio e a questa ne seguirono altre ancora, sempre più sanguinose. Queste persecuzioni non frenarono la diffusione del Cristianesimo. L'esempio dei martiri, cioè di coloro che erano pronti a morire in nome della loro fede, servì al contrario a moltiplicare il numero dei credenti, i quali, per sfuggire alle persecuzioni, si riunivano nelle catacombe. Mosaico all'interno della Basilica di Sant'Apollinare in Classe a Ravenna. RELIGIONE UFFICIALE Solo nel 313 d.C. l'imperatore Costantino emanò una legge, l'Editto di Milano, con cui si riconosceva ai cristiani la libertà di culto, cioè di praticare la propria religione. Inoltre stabilì che tutti i beni confiscati ai cristiani fossero loro restituiti. Nel 380 d.C., infine, con l'Editto di Tessalonica, l'imperatore Teodosio dichiarò il Cristianesimo religione ufficiale dell'Impero e fece chiudere tutti i templi non cristiani. NOTIZIE DAL PASSATO Le catacombe erano gallerie sotterranee scavate nella roccia, fuori dalla città, dove venivano seppelliti i defunti. I cristiani vi si rifugiarono per pregare e celebrare le funzioni religiose. Alcune erano anche affrescate. Affresco ritrovato nelle catacombe di San Gennaro a Napoli. STUDIO con METODO ▼ Verifico le informazioni. Indica con una X se ogni affermazione è vera o falsa. Il Cristianesimo si affermò sotto Ottaviano Augusto. Vero Falso I cristiani non riconoscevano la natura divina dell'imperatore. Vero Falso Secondo Nerone i cristiani avevano incendiato Roma. Vero Falso L'imperatore Domiziano proteggeva i cristiani. Vero Falso Il Cristianesimo divenne religione ufficiale nel 313 d.C. Vero Falso ⇒ Quaderno delle competenze Pag. 41
STORIA » La civiltà romana ASCESA E CADUTA DELL'IMPERO Il Cristianesimo Durante il governo di Tiberio Cesare (14-37 d.C.), una nuova religione si affermò nella provincia romana della Palestina, che i suoi abitanti, gli Ebrei, chiamavano Terra di Canaan. In quei luoghi Gesù di Nazareth iniziò a predicare l’amore verso il prossimo, il rifiuto della violenza, l’uguaglianza di tutti gli uomini, la pace e la giustizia, presentandosi come il figlio di Dio che diventa uomo per salvare tutta l'umanità. Queste idee si diffusero rapidamente fra i poveri, ma suscitarono i sospetti e l’ostilità delle autorità, in quanto entusiasmavano le folle. Gesù fu quindi arrestato e consegnato a Ponzio Pilato, governatore romano, che lo condannò a morte per crocifissione. Dopo la sua morte, i suoi seguaci, gli apostoli, iniziarono a diffondere il suo messaggio di fratellanza in Asia Minore, in Africa, in Grecia e in seguito a Roma. Era dunque nata una nuova religione monoteista, il Cristianesimo, che si affermò ben presto in molte regioni dell’Impero. Gesù Cristo in un celebre mosaico nella chiesa di Santa Sofia a Istanbul, in Turchia. AUTORITÀ E RELIGIONE Gli imperatori avevano concesso la libertà religiosa a tutte le popolazioni sottomesse. Numerose religioni, soprattutto orientali, si erano diffuse a Roma e, addirittura, molti degli dèi stranieri erano adorati anche dai Romani. La rapida diffusione del Cristianesimo, al contrario, mise in allarme le autorità romane, in quanto i cristiani rifiutavano l’uso delle armi, mettendo in pericolo l’efficienza dell’esercito. Le idee dei cristiani, inoltre, rappresentavano una seria minaccia per l’ordinamento sociale romano; per loro, infatti, non esistevano differenze fra cittadini romani e barbari, tra liberi e schiavi, tra uomini e donne, tra ricchi e poveri e questo non poteva essere accettato da una società che prevedeva grosse diseguaglianze fra patrizi e plebei e la presenza degli schiavi. I cristiani, fra l'altro, non riconoscevano la natura divina dell'imperatore e si rifiutavano di adorarlo e di fare sacrifici in suo onore. Questo loro atteggiamento fu considerato dalla legge romana un reato contro lo Stato, punibile con la morte.  LE PAROLE  DELLA STORIA Apostolo In greco significa “inviato”. Gli apostoli erano uomini inviati da Gesù per predicare il Vangelo (cioè la “buona notizia”) a tutti gli uomini della Terra.     Il Cristianesimo e le prime comunità cristiane - Apprendimento individualizzato I primi cristiani davano ad alcune immagini un profondo significato spirituale: La colomba indicava la pace, il pavone l'immortalità, il pesce era il simbolo di Gesù Cristo. LE PERSECUZIONI DEI CRISTIANI Gli imperatori romani giudicarono pericoloso per l'Impero il Cristianesimo. Per questo si arrivò alle persecuzioni. Nel 64 d.C., l'imperatore Nerone accusò i cristiani di aver provocato un incendio a Roma che durò sei giorni e distrusse buona parte della città. Un gran numero di donne, uomini e bambini furono catturati e uccisi: alcuni furono crocifissi, altri furono dati in pasto alle belve. Gli imperatori che si succedettero da allora si convinsero che, una volta uccisi tutti i cristiani, i problemi sarebbero stati risolti. Così, nel 95 d.C., Domiziano ordinò una nuova persecuzione a cui ne seguì un'altra nel 166 d.C. ordinata da Marco Aurelio e a questa ne seguirono altre ancora, sempre più sanguinose. Queste persecuzioni non frenarono la diffusione del Cristianesimo. L'esempio dei martiri, cioè di coloro che erano pronti a morire in nome della loro fede, servì al contrario a moltiplicare il numero dei credenti, i quali, per sfuggire alle persecuzioni, si riunivano nelle catacombe. Mosaico all'interno della Basilica di Sant'Apollinare in Classe a Ravenna. RELIGIONE UFFICIALE Solo nel 313 d.C. l'imperatore Costantino emanò una legge, l'Editto di Milano, con cui si riconosceva ai cristiani la libertà di culto, cioè di praticare la propria religione. Inoltre stabilì che tutti i beni confiscati ai cristiani fossero loro restituiti. Nel 380 d.C., infine, con l'Editto di Tessalonica, l'imperatore Teodosio dichiarò il Cristianesimo religione ufficiale dell'Impero e fece chiudere tutti i templi non cristiani. NOTIZIE DAL PASSATO Le catacombe erano gallerie sotterranee scavate nella roccia, fuori dalla città, dove venivano seppelliti i defunti. I cristiani vi si rifugiarono per pregare e celebrare le funzioni religiose. Alcune erano anche affrescate. Affresco ritrovato nelle catacombe di San Gennaro a Napoli. STUDIO con METODO ▼ Verifico le informazioni. Indica con una X se ogni affermazione è vera o falsa. Il Cristianesimo si affermò sotto Ottaviano Augusto. Vero Falso I cristiani non riconoscevano la natura divina dell'imperatore. Vero Falso Secondo Nerone i cristiani avevano incendiato Roma. Vero Falso L'imperatore Domiziano proteggeva i cristiani. Vero Falso Il Cristianesimo divenne religione ufficiale nel 313 d.C. Vero Falso ⇒ Quaderno delle competenze  Pag. 41