Gli acquedotti

STORIA » La civiltà romana ASCESA E CADUTA DELL'IMPERO Gli acquedotti I Romani capirono ben presto che controllare e dirigere le acque era fondamentale, dato che non solo le attività quotidiane, ma anche tutte le attività lavorative, dall’artigianato all’agricoltura, avevano bisogno d’acqua per essere svolte. Nel 312 a.C. venne quindi costruito il primo acquedotto. Le acque delle sorgenti che si trovavano sui colli intorno a Roma vennero convogliate in condutture di pietra appositamente costruite. Per lunghi tratti le condutture scorrevano sottoterra, mentre quando dovevano superare dislivelli del terreno, erano sostenute da ampie arcate in muratura. Giunta in una grande cisterna ai margini della città, l’acqua veniva poi smistata in diverse tubature che rifornivano i quartieri e le domus dei patrizi. L'acquedotto romano L'acquedotto di Segovia è uno dei monumenti più importanti e meglio conservati tra quelli lasciati dagli antichi Romani nella penisola iberica. COME ERANO FATTI GLI ACQUEDOTTI Gli acquedotti, come i ponti, erano strutture sostenute da ampie arcate in muratura, realizzate in modo che le pietre potessero “scaricare” il peso lungo tutta l’arcata e sul pilastro. All'interno delle arcate c'erano i canali nei quali scorreva l'acqua. In età imperiale il fabbisogno d'acqua crebbe notevolmente: alla fine del I secolo d.C., infatti, erano ben nove gli acquedotti che rifornivano Roma. STUDIO con METODO ▼ Seleziono le informazioni. Rendi corrette le frasi cancellando le parole che non c'entrano. Per i Romani controllare le acque non era/era importante. Molte condotte dell'acqua erano/non erano sottoterra. L'acqua scorreva/non scorreva all'interno delle arcate. 1) L'acqua correva in un canale coperto nella parte superiore dell'acquedotto. 2) Le pietre degli archi erano tenute insieme da un cemento naturale ottenuto con la cenere vulcanica di Pozzuoli, detta pozzolana. Questa cenere veniva mescolata con acqua e calce e, una volta asciutta, diventava durissima e solidissima. 3) L’abilità degli ingegneri consisteva nel mantenere in pendenza le condutture per far scorrere l’acqua verso le cisterne di raccolta. ⇒ Quaderno delle competenze Pag. 40
STORIA » La civiltà romana ASCESA E CADUTA DELL'IMPERO Gli acquedotti I Romani capirono ben presto che controllare e dirigere le acque era fondamentale, dato che non solo le attività quotidiane, ma anche tutte le attività lavorative, dall’artigianato all’agricoltura, avevano bisogno d’acqua per essere svolte. Nel 312 a.C. venne quindi costruito il primo acquedotto. Le acque delle sorgenti che si trovavano sui colli intorno a Roma vennero convogliate in condutture di pietra appositamente costruite. Per lunghi tratti le condutture scorrevano sottoterra, mentre quando dovevano superare dislivelli del terreno, erano sostenute da ampie arcate in muratura. Giunta in una grande cisterna ai margini della città, l’acqua veniva poi smistata in diverse tubature che rifornivano i quartieri e le domus dei patrizi.   L'acquedotto romano L'acquedotto di Segovia è uno dei monumenti più importanti e meglio conservati tra quelli lasciati dagli antichi Romani nella penisola iberica. COME ERANO FATTI GLI ACQUEDOTTI Gli acquedotti, come i ponti, erano strutture sostenute da ampie arcate in muratura, realizzate in modo che le pietre potessero “scaricare” il peso lungo tutta l’arcata e sul pilastro. All'interno delle arcate c'erano i canali nei quali scorreva l'acqua. In età imperiale il fabbisogno d'acqua crebbe notevolmente: alla fine del I secolo d.C., infatti, erano ben nove gli acquedotti che rifornivano Roma. STUDIO con METODO ▼ Seleziono le informazioni. Rendi corrette le frasi cancellando le parole che non c'entrano. Per i Romani controllare le acque non era/era importante. Molte condotte dell'acqua erano/non erano sottoterra. L'acqua scorreva/non scorreva all'interno delle arcate. 1) L'acqua correva in un canale coperto nella parte superiore dell'acquedotto. 2) Le pietre degli archi erano tenute insieme da un cemento naturale ottenuto con la cenere vulcanica di Pozzuoli, detta pozzolana. Questa cenere veniva mescolata con acqua e calce e, una volta asciutta, diventava durissima e solidissima. 3) L’abilità degli ingegneri consisteva nel mantenere in pendenza le condutture per far scorrere l’acqua verso le cisterne di raccolta. ⇒ Quaderno delle competenze  Pag. 40