Unesco • Pompei, Ercolano...

Patrimonio UNESCO cittadini del mondo LA CIVILTÀ ROMANA POMPEI, ERCOLANO… Nell'estate del 79 d.C., nel primo anno di regno dell'imperatore Tito, le città di Pompei, Ercolano e Stabia furono distrutte da una disastrosa eruzione del Vesuvio, il vulcano ancora attivo che si trova alle spalle della città di Napoli. Le tre città furono sommerse da una pioggia di cenere, pietra pomice, gas velenosi e lapilli che, salvo un intervallo di alcune ore, cadde ininterrottamente per poco più di 24 ore fino a formare uno strato di oltre tre metri. L'eruzione modificò anche la forma del vulcano. Gli esperti hanno calcolato che l'altezza della nube di gas e pomici abbia raggiunto un'altezza tra i 17 e i 26 chilometri. Le rovine, rimaste sepolte sotto strati di pomici, sono state riportate alla luce a partire dal 1748 e ci hanno fornito uno spaccato di vita quotidiana di quel tempo, in quanto in quell'area tutto si è fermato a duemila anni fa. Pompei: ieri e oggi (2) Il più grande panificio della città con gli impianti per cuocere il pane. QUANDO È ACCADUTA L'ERUZIONE? La data di questa eruzione ci è nota in base a una lettera di Plinio il Giovane e dovrebbe corrispondere al 24 agosto, anche se non tutti gli storici concordano. In questa lettera Plinio racconta della morte dello zio, Plinio il Vecchio. Mentre era diretto ad Ercolano per andare ad aiutare la famiglia dell'amico Cesio Basso, Plinio il Vecchio provò a raggiungere la località vesuviana via mare, ma la sua imbarcazione dovette cambiare rotta a causa del ritiro improvviso delle acque a causa di un maremoto provocato dall’eruzione, per cui si diresse verso Stabia, dove morì soffocato dai vapori tossici. (1) Una coppia di giovani in un affresco rinvenuto in una casa di Pompei. Ercolano A Ercolano i reperti principali sono i Bagni, il Collegio dei Sacerdoti di Augusto, la Casa del Bicentenario e la Casa dei Cervi. POMPEI Di Pompei sono rimasti il foro principale e gli edifici pubblici, come il Capitolium (tempio dedicato alla triade Giove, Giunone e Minerva), la Basilica (cioè il tribunale), i bagni pubblici, gli edifici civili chiamati la Casa del Chirurgo, le case del Fauno e dei Casti Amanti e la Villa dei Misteri, con raffigurati i riti ("i misteri") del culto del dio Dioniso. (3) Calco di un corpo sepolto dall'eruzione. (4) Nell'affresco compare una donna che prepara gli strumenti per un concerto. (5) La bottega di un fornaio in un affresco. (6) Veduta di Pompei con il Vesuvio alle spalle. LO SAPEVI CHE… Nel 1997 l'UNESCO ha dichiarato Pompei, Ercolano e Stabia "Patrimonio Mondiale dell'Umanità". Il Comitato ha deciso di promuovere l'area, considerando che gli straordinari reperti delle città di Pompei, Ercolano e delle città limitrofe, sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., costituiscono la testimonianza unica di una struttura sociale conservata pressoché intatta per due millenni. All'ingresso di alcune case sono stati trovati mosaici che raffigurano un cane alla catena. Spesso sono accompagnati dalla scritta CAVE CANEM che significa "attenti al cane", proprio lo stesso messaggio che compare oggi davanti a certe abitazioni!
Patrimonio UNESCO cittadini del mondo LA CIVILTÀ ROMANA POMPEI, ERCOLANO… Nell'estate del 79 d.C., nel primo anno di regno dell'imperatore Tito, le città di Pompei, Ercolano e Stabia furono distrutte da una disastrosa eruzione del Vesuvio, il vulcano ancora attivo che si trova alle spalle della città di Napoli. Le tre città furono sommerse da una pioggia di cenere, pietra pomice, gas velenosi e lapilli che, salvo un intervallo di alcune ore, cadde ininterrottamente per poco più di 24 ore fino a formare uno strato di oltre tre metri. L'eruzione modificò anche la forma del vulcano. Gli esperti hanno calcolato che l'altezza della nube di gas e pomici abbia raggiunto un'altezza tra i 17 e i 26 chilometri. Le rovine, rimaste sepolte sotto strati di pomici, sono state riportate alla luce a partire dal 1748 e ci hanno fornito uno spaccato di vita quotidiana di quel tempo, in quanto in quell'area tutto si è fermato a duemila anni fa.   Pompei: ieri e oggi (2) Il più grande panificio della città con gli impianti per cuocere il pane. QUANDO È ACCADUTA L'ERUZIONE? La data di questa eruzione ci è nota in base a una lettera di Plinio il Giovane e dovrebbe corrispondere al 24 agosto, anche se non tutti gli storici concordano. In questa lettera Plinio racconta della morte dello zio, Plinio il Vecchio. Mentre era diretto ad Ercolano per andare ad aiutare la famiglia dell'amico Cesio Basso, Plinio il Vecchio provò a raggiungere la località vesuviana via mare, ma la sua imbarcazione dovette cambiare rotta a causa del ritiro improvviso delle acque a causa di un maremoto provocato dall’eruzione, per cui si diresse verso Stabia, dove morì soffocato dai vapori tossici. (1) Una coppia di giovani in un affresco rinvenuto in una casa di Pompei. Ercolano A Ercolano i reperti principali sono i Bagni, il Collegio dei Sacerdoti di Augusto, la Casa del Bicentenario e la Casa dei Cervi. POMPEI Di Pompei sono rimasti il foro principale e gli edifici pubblici, come il Capitolium (tempio dedicato alla triade Giove, Giunone e Minerva), la Basilica (cioè il tribunale), i bagni pubblici, gli edifici civili chiamati la Casa del Chirurgo, le case del Fauno e dei Casti Amanti e la Villa dei Misteri, con raffigurati i riti ("i misteri") del culto del dio Dioniso. (3) Calco di un corpo sepolto dall'eruzione. (4) Nell'affresco compare una donna che prepara gli strumenti per un concerto. (5) La bottega di un fornaio in un affresco. (6) Veduta di Pompei con il Vesuvio alle spalle. LO SAPEVI CHE… Nel 1997 l'UNESCO ha dichiarato Pompei, Ercolano e Stabia "Patrimonio Mondiale dell'Umanità". Il Comitato ha deciso di promuovere l'area, considerando che gli straordinari reperti delle città di Pompei, Ercolano e delle città limitrofe, sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., costituiscono la testimonianza unica di una struttura sociale conservata pressoché intatta per due millenni. All'ingresso di alcune case sono stati trovati mosaici che raffigurano un cane alla catena. Spesso sono accompagnati dalla scritta CAVE CANEM che significa "attenti al cane", proprio lo stesso messaggio che compare oggi davanti a certe abitazioni!