Focus • L’esercito romano - L’accampamento romano

STORIA ATTIVA » FOCUS LA CIVILTÀ ROMANA L’esercito romano L’esercito era formato da cittadini romani di età tra i 17 e i 60 anni, divisi in cinque classi a seconda della loro ricchezza. Ogni classe forniva un certo numero di centurie (dal latino "cento uomini") comandate dai centurioni, ossia ufficiali di professione. Le classi più ricche fornivano più centurie. Le centurie potevano essere di cavalleria, fanteria e aiutanti di campo. Ogni cittadino doveva pagarsi il materiale militare e pochi erano quelli in grado di mantenere un cavallo. Fino alla monarchia l’esercito era composto da 3000 fanti e 300 cavalieri. Questa unità militare prendeva il nome di legione, per cui i soldati vennero chiamati legionari. La testuggine Era una formazione militare di un reparto di fanteria che, disponendo gli scudi a protezione del fronte di marcia, dei lati e delle teste dei soldati, formava una difesa pressoché impenetrabile alle frecce e alle lance scagliate dal nemico, proprio come il carapace di una testuggine. In questo modo i Romani arrivavano di fronte al nemico senza subire perdite. L'esercito romano / 1 - Italiano L2 L’ARMATURA DEL LEGIONARIO 1) Scudo in cuoio con bordi in bronzo. 2) Pilo o giavellotto: di solito ogni soldato ne aveva due. La punta in ferro era lunga 60 cm e l’asta in legno 150 cm. 3) Spada corta o gladio, per il combattimento corpo a corpo. 4) Corazza in cuoio rinforzata da lamine di ferro. 5) Elmo con protezioni per nuca, viso e occhi. I soldati dovevano saper combattere, nuotare, arrampicarsi e correre velocemente. Erano addestrati a marciare per molte ore con un peso di 30-40 chili addosso, per circa 24 chilometri al giorno. L’accampamento romano L’accampamento militare (in latino castrum) era a pianta quadrata ed era diviso da due vie che tagliavano il campo in quattro parti esatte, il cardo e il decumano: la prima andava da nord a sud, mentre la seconda da est a ovest. Queste due vie servivano da guide per dividere il terreno in tanti quadrati o rettangoli formati da linee parallele al cardo e al decumano, su cui venivano eretti gli alloggi dei soldati. Questa disposizione geometrica rendeva l'accampamento più semplice da costruire e favoriva i movimenti dei soldati al suo interno. Questa organizzazione dello spazio è stata ripresa dai Romani anche per costruire le città da loro fondate (per esempio Torino). L'esercito romano / 2 - Italiano L2 LO SAI CHE… Ogni campo aveva una porta di accesso per lato, quella principale era detta porta pretoria, mentre sul lato opposto si trovava la porta decumana. Al centro c’erano il foro, cioè uno spiazzo, e il pretorio, ossia l’alloggio del comandante. Il campo era protetto da una palizzata e circondato da un fossato largo un metro e mezzo e profondo un metro. L'esercito romano / 3 - Italiano L2 L'ariete Era una grossa trave con in cima una punta di metallo a forma di testa di ariete (da cui il nome) che veniva spinta per sfondare porte o muri. Nell’assedio di Cartagine sembra che i Romani ne abbiano usato uno enorme per abbattere le mura della città. ⇒ Quaderno delle competenze Pag. 30
STORIA ATTIVA » FOCUS LA CIVILTÀ ROMANA L’esercito romano L’esercito era formato da cittadini romani di età tra i 17 e i 60 anni, divisi in cinque classi a seconda della loro ricchezza. Ogni classe forniva un certo numero di centurie (dal latino "cento uomini") comandate dai centurioni, ossia ufficiali di professione. Le classi più ricche fornivano più centurie. Le centurie potevano essere di cavalleria, fanteria e aiutanti di campo. Ogni cittadino doveva pagarsi il materiale militare e pochi erano quelli in grado di mantenere un cavallo. Fino alla monarchia l’esercito era composto da 3000 fanti e 300 cavalieri. Questa unità militare prendeva il nome di legione, per cui i soldati vennero chiamati legionari. La testuggine Era una formazione militare di un reparto di fanteria che, disponendo gli scudi a protezione del fronte di marcia, dei lati e delle teste dei soldati, formava una difesa pressoché impenetrabile alle frecce e alle lance scagliate dal nemico, proprio come il carapace di una testuggine. In questo modo i Romani arrivavano di fronte al nemico senza subire perdite.     L'esercito romano / 1 - Italiano L2 L’ARMATURA DEL LEGIONARIO 1) Scudo in cuoio con bordi in bronzo. 2) Pilo o giavellotto: di solito ogni soldato ne aveva due. La punta in ferro era lunga 60 cm e l’asta in legno 150 cm. 3) Spada corta o gladio, per il combattimento corpo a corpo. 4) Corazza in cuoio rinforzata da lamine di ferro. 5) Elmo con protezioni per nuca, viso e occhi. I soldati dovevano saper combattere, nuotare, arrampicarsi e correre velocemente. Erano addestrati a marciare per molte ore con un peso di 30-40 chili addosso, per circa 24 chilometri al giorno. L’accampamento romano L’accampamento militare (in latino castrum) era a pianta quadrata ed era diviso da due vie che tagliavano il campo in quattro parti esatte, il cardo e il decumano: la prima andava da nord a sud, mentre la seconda da est a ovest. Queste due vie servivano da guide per dividere il terreno in tanti quadrati o rettangoli formati da linee parallele al cardo e al decumano, su cui venivano eretti gli alloggi dei soldati. Questa disposizione geometrica rendeva l'accampamento più semplice da costruire e favoriva i movimenti dei soldati al suo interno. Questa organizzazione dello spazio è stata ripresa dai Romani anche per costruire le città da loro fondate (per esempio Torino).     L'esercito romano / 2 - Italiano L2 LO SAI CHE… Ogni campo aveva una porta di accesso per lato, quella principale era detta porta pretoria, mentre sul lato opposto si trovava la porta decumana. Al centro c’erano il foro, cioè uno spiazzo, e il pretorio, ossia l’alloggio del comandante. Il campo era protetto da una palizzata e circondato da un fossato largo un metro e mezzo e profondo un metro.     L'esercito romano / 3 - Italiano L2 L'ariete Era una grossa trave con in cima una punta di metallo a forma di testa di ariete (da cui il nome) che veniva spinta per sfondare porte o muri. Nell’assedio di Cartagine sembra che i Romani ne abbiano usato uno enorme per abbattere le mura della città. ⇒ Quaderno delle competenze  Pag. 30