La guerra contro Pirro

STORIA » La civiltà romana DALLA FONDAZIONE ALLA REPUBBLICA La guerra contro Pirro L’espansione di Roma in Campania portò inevitabilmente a uno scontro con le città della Magna Grecia. La città di Taranto, una delle più importanti di quei territori, preoccupata dell’avanzata romana, chiese aiuto a Pirro, re dell’Epiro (l’attuale Albania). Pirro era considerato uno dei più grandi condottieri del suo tempo. Il suo esercito contava trentamila uomini e, grazie alla sua abilità militare, sconfisse i Romani due volte: a Eraclea, presso Taranto, nel 280 a.C. e ad Ascoli Satriano nel 279 a.C. In entrambe le battaglie vinse grazie alla sua arma segreta: gli elefanti. Pirro non fu sempre un re saggio, ma è ricordato come uno dei più brillanti capi militari del suo tempo. STUDIO con METODO ▼ Espongo le informazioni. Ripeti il testo usando questo schema e la linea del tempo. Con quali popoli si scontrarono i Romani in Italia. Cosa sono le Forche caudine. Perché ci fu la guerra con le città della Magna Grecia. Lo scontro con Pirro. LA GUERRA CONTRO GLI ELEFANTI I Romani chiamavano gli elefanti i buoi della Lucania, dalla regione in cui combattevano. Non li avevano mai visti e la cavalleria e i soldati a piedi scappavano di fronte a loro. Nonostante l’arma segreta, nel corso della battaglia di Ascoli Satriano l'esercito di Pirro subì pesanti perdite e fu costretto a rifugiarsi in Sicilia. Senza rinforzi sia dalla madrepatria, sia dai tarantini, Pirro fu definitivamente sconfitto nella battaglia di Maleventum (dal latino "cattivo evento") nel 275 a.C. La vittoria fu così schiacciante che i Romani cambiarono il nome del luogo in Beneventum (dal latino "buon evento", oggi Benevento). Linea del tempo delle guerre per la conquista dell'Italia LO SAI CHE… Grazie agli elefanti, Pirro riuscì a sconfiggere i romani a Ascoli Satriano, ma subì perdite tali da compromettere l’esito delle successive battaglie. Per questo oggi si usa dire “vittoria di Pirro” per indicare una vittoria inutile, dalla quale il vincitore esce in pessime condizioni. NOTIZIE DAL PASSATO Gli elefanti avevano la testa protetta da una corazza, erano guidati da un cavaliere che dietro aveva una torretta da cui altri guerrieri tiravano frecce e lance. Per spaventare gli elefanti e metterli in fuga, i Romani utilizzarono il fuoco. ⇒ Quaderno delle competenze Pag. 28
STORIA » La civiltà romana DALLA FONDAZIONE ALLA REPUBBLICA La guerra contro Pirro L’espansione di Roma in Campania portò inevitabilmente a uno scontro con le città della Magna Grecia. La città di Taranto, una delle più importanti di quei territori, preoccupata dell’avanzata romana, chiese aiuto a Pirro, re dell’Epiro (l’attuale Albania). Pirro era considerato uno dei più grandi condottieri del suo tempo. Il suo esercito contava trentamila uomini e, grazie alla sua abilità militare, sconfisse i Romani due volte: a Eraclea, presso Taranto, nel 280 a.C. e ad Ascoli Satriano nel 279 a.C. In entrambe le battaglie vinse grazie alla sua arma segreta: gli elefanti. Pirro non fu sempre un re saggio, ma è ricordato come uno dei più brillanti capi militari del suo tempo. STUDIO con METODO ▼ Espongo le informazioni. Ripeti il testo usando questo schema e la linea del tempo. Con quali popoli si scontrarono i Romani in Italia. Cosa sono le Forche caudine. Perché ci fu la guerra con le città della Magna Grecia. Lo scontro con Pirro. LA GUERRA CONTRO GLI ELEFANTI I Romani chiamavano gli elefanti i buoi della Lucania, dalla regione in cui combattevano. Non li avevano mai visti e la cavalleria e i soldati a piedi scappavano di fronte a loro. Nonostante l’arma segreta, nel corso della battaglia di Ascoli Satriano l'esercito di Pirro subì pesanti perdite e fu costretto a rifugiarsi in Sicilia. Senza rinforzi sia dalla madrepatria, sia dai tarantini, Pirro fu definitivamente sconfitto nella battaglia di Maleventum (dal latino "cattivo evento") nel 275 a.C. La vittoria fu così schiacciante che i Romani cambiarono il nome del luogo in Beneventum (dal latino "buon evento", oggi Benevento). Linea del tempo delle guerre per la conquista dell'Italia LO SAI CHE… Grazie agli elefanti, Pirro riuscì a sconfiggere i romani a Ascoli Satriano, ma subì perdite tali da compromettere l’esito delle successive battaglie. Per questo oggi si usa dire “vittoria di Pirro” per indicare una vittoria inutile, dalla quale il vincitore esce in pessime condizioni. NOTIZIE DAL PASSATO Gli elefanti avevano la testa protetta da una corazza, erano guidati da un cavaliere che dietro aveva una torretta da cui altri guerrieri tiravano frecce e lance. Per spaventare gli elefanti e metterli in fuga, i Romani utilizzarono il fuoco. ⇒ Quaderno delle competenze  Pag. 28