La conquista dell’Italia

STORIA » La civiltà romana DALLA FONDAZIONE ALLA REPUBBLICA La conquista dell’Italia Mentre infuriavano le lotte tra patrizi e plebei, Roma combatté molte guerre contro le popolazioni vicine per allargare il proprio territorio. Dapprima sottomise i Volsci e gli Equi, poi fu la volta degli Etruschi, quando nel 396 a.C. l'esercito romano conquistò la città di Veio. La sua espansione ebbe una battuta d'arresto quando nel 390 a.C. un esercito di Galli, gli abitanti della Gallia, l'attuale Francia, sotto la guida di Brenno, si spinse fino a Roma; la città fu distrutta e saccheggiata e i Galli la abbandonarono soltanto sette mesi dopo, in seguito al pagamento di un ricco compenso. Questa sconfitta non fermò l'espansione di Roma, che si impose su tutto il Lazio. Guerrieri lucani in un affresco rinvenuto in una tomba di Poseidonia, colonia greca dell'odierna Campania. → Incursione dei Galli agli inizi del IV secolo a.C. Territorio romano alla metà del IV secolo a.C. Territorio romano conquistato dopo le guerre contro i Sanniti e contro Pirro LA GUERRA CONTRO I SANNITI Una volta conquistato il Lazio, Roma rivolse le proprie mire espansionistiche verso sud, dove si scontrò con i Sanniti, un popolo di pastori che abitava le zone tra l'Abruzzo e il Molise. La guerra iniziò nel 343 a.C. e durò più di cinquant’anni, nei quali Roma subì anche pesanti sconfitte. La peggiore fu quella nel 321 a.C. presso la località di Caudio, dove i Romani si arresero ai Sanniti e furono costretti a passare sotto una lancia orizzontale retta da altre due in verticale. Questa umiliazione, detta delle Forche caudine, fu vendicata a Sentino, in Umbria, nel 295 a.C., dove i Sanniti furono sconfitti insieme ai loro alleati Celti, Etruschi e Umbri. Alla chiusura del conflitto, nel 290 a.C., i Romani si assicurarono il dominio di tutta l'Italia centrale. LE PAROLE DELLA STORIA Passare sotto le forche caudine È diventato un modo di dire che significa “subire una grave umiliazione”.
STORIA » La civiltà romana DALLA FONDAZIONE ALLA REPUBBLICA La conquista dell’Italia Mentre infuriavano le lotte tra patrizi e plebei, Roma combatté molte guerre contro le popolazioni vicine per allargare il proprio territorio. Dapprima sottomise i Volsci e gli Equi, poi fu la volta degli Etruschi, quando nel 396 a.C. l'esercito romano conquistò la città di Veio. La sua espansione ebbe una battuta d'arresto quando nel 390 a.C. un esercito di Galli, gli abitanti della Gallia, l'attuale Francia, sotto la guida di Brenno, si spinse fino a Roma; la città fu distrutta e saccheggiata e i Galli la abbandonarono soltanto sette mesi dopo, in seguito al pagamento di un ricco compenso. Questa sconfitta non fermò l'espansione di Roma, che si impose su tutto il Lazio. Guerrieri lucani in un affresco rinvenuto in una tomba di Poseidonia, colonia greca dell'odierna Campania. → Incursione dei Galli agli inizi del IV secolo a.C.            Territorio romano alla metà del IV secolo a.C.            Territorio romano conquistato dopo le guerre contro i Sanniti e contro Pirro LA GUERRA CONTRO I SANNITI Una volta conquistato il Lazio, Roma rivolse le proprie mire espansionistiche verso sud, dove si scontrò con i Sanniti, un popolo di pastori che abitava le zone tra l'Abruzzo e il Molise. La guerra iniziò nel 343 a.C. e durò più di cinquant’anni, nei quali Roma subì anche pesanti sconfitte. La peggiore fu quella nel 321 a.C. presso la località di Caudio, dove i Romani si arresero ai Sanniti e furono costretti a passare sotto una lancia orizzontale retta da altre due in verticale. Questa umiliazione, detta delle Forche caudine, fu vendicata a Sentino, in Umbria, nel 295 a.C., dove i Sanniti furono sconfitti insieme ai loro alleati Celti, Etruschi e Umbri. Alla chiusura del conflitto, nel 290 a.C., i Romani si assicurarono il dominio di tutta l'Italia centrale.  LE PAROLE  DELLA STORIA Passare sotto le forche caudine È diventato un modo di dire che significa “subire una grave umiliazione”.