Assemblee repubblicane

STORIA » La civiltà romana DALLA FONDAZIONE ALLA REPUBBLICA Assemblee repubblicane I magistrati venivano eletti dalle due più importanti assemblee repubblicane: il Senato e i comizi centuriati. Senato Era formato dai 300 rappresentanti delle famiglie più antiche e ricche della città. Era riunito nella curia, un edificio accanto al Foro. Il Senato decideva su tutte le questioni in ambito politico e militare, quindi si occupava delle relazioni con gli altri popoli, di dichiarare guerra o firmare la pace, controllare il lavoro dei magistrati, approvare o rifiutare le proposte dei consoli. Comizi centuriati Erano assemblee formate da tutti i cittadini di Roma raggruppati in centurie (dal latino “cento uomini”): eleggevano i magistrati e votavano le leggi. Un gruppo di senatori in ascolto durante il discorso di un censore. LA CAMPAGNA ELETTORALE A ROMA Per diventare consoli, la più alta carica politica, bisognava prima iscriversi nella lista dei candidati. Per farlo bisognava essere cittadino romano, avere compiuto 42 anni, essere stato questore, edile e pretore e non aver subito processi. A questo punto bisognava farsi conoscere: si è calcolato che una campagna elettorale dell’epoca costasse circa due milioni di euro al cambio attuale. Per il candidato era quindi indispensabile trovare dei finanziatori, anche perché l’incarico di console non prevedeva compenso. A Roma non esistevano partiti politici, quindi la campagna elettorale era condotta personalmente da ogni candidato che incontrava i suoi possibili elettori in pubblico. L’elezione avveniva nei comizi centuriati, dove ogni centuria si riuniva ed emetteva un voto; nei primi tempi questo voto era dichiarato a voce, poi diventò segreto. Su questa moneta romana compare una scena che ritrae i cittadini dei comizi centuriati durante una votazione. La Curia Iulia a Roma, l'antica sede del Senato romano. IERI E OGGI Sullo stemma della città di Roma e sui tombini delle strade appare la sigla “S.P.Q.R.”. È una sigla nata intorno al V secolo a.C. formata con le lettere iniziali di più parole: Senatus Populusque Romanus, cioè “Senato e Popolo romano”. La sigla compariva sugli stendardi delle legioni romane ed era il simbolo della presenza di Roma. ⇒ Quaderno delle competenze Pag. 25
STORIA » La civiltà romana DALLA FONDAZIONE ALLA REPUBBLICA Assemblee repubblicane I magistrati venivano eletti dalle due più importanti assemblee repubblicane: il Senato e i comizi centuriati. Senato Era formato dai 300 rappresentanti delle famiglie più antiche e ricche della città. Era riunito nella curia, un edificio accanto al Foro. Il Senato decideva su tutte le questioni in ambito politico e militare, quindi si occupava delle relazioni con gli altri popoli, di dichiarare guerra o firmare la pace, controllare il lavoro dei magistrati, approvare o rifiutare le proposte dei consoli. Comizi centuriati Erano assemblee formate da tutti i cittadini di Roma raggruppati in centurie (dal latino “cento uomini”): eleggevano i magistrati e votavano le leggi. Un gruppo di senatori in ascolto durante il discorso di un censore. LA CAMPAGNA ELETTORALE A ROMA Per diventare consoli, la più alta carica politica, bisognava prima iscriversi nella lista dei candidati. Per farlo bisognava essere cittadino romano, avere compiuto 42 anni, essere stato questore, edile e pretore e non aver subito processi. A questo punto bisognava farsi conoscere: si è calcolato che una campagna elettorale dell’epoca costasse circa due milioni di euro al cambio attuale. Per il candidato era quindi indispensabile trovare dei finanziatori, anche perché l’incarico di console non prevedeva compenso. A Roma non esistevano partiti politici, quindi la campagna elettorale era condotta personalmente da ogni candidato che incontrava i suoi possibili elettori in pubblico. L’elezione avveniva nei comizi centuriati, dove ogni centuria si riuniva ed emetteva un voto; nei primi tempi questo voto era dichiarato a voce, poi diventò segreto. Su questa moneta romana compare una scena che ritrae i cittadini dei comizi centuriati durante una votazione. La Curia Iulia a Roma, l'antica sede del Senato romano.  IERI  E OGGI Sullo stemma della città di Roma e sui tombini delle strade appare la sigla “S.P.Q.R.”. È una sigla nata intorno al V secolo a.C. formata con le lettere iniziali di più parole: Senatus Populusque Romanus, cioè “Senato e Popolo romano”. La sigla compariva sugli stendardi delle legioni romane ed era il simbolo della presenza di Roma. ⇒ Quaderno delle competenze  Pag. 25