Unesco • Necropoli di Tarquinia e Cerveteri

Patrimonio UNESCO cittadini del mondo I POPOLI ITALICI Necropoli di TARQUINIA Le necropoli di Tarquinia e Cerveteri nel Lazio offrono una testimonianza straordinaria degli usi funerari e della vita quotidiana degli Etruschi. Le tombe sono modellate sugli interni delle abitazioni dei viventi, mentre gli affreschi si riferiscono a scene di vita quotidiana fornendoci così notizie dirette sulle usanze degli Etruschi. Un banchetto etrusco UN DOCUMENTO VISIVO A oggi sono state ritrovate circa 6000 tombe etrusche: per la maggior parte sono camere scavate nella roccia e sormontate da tumuli di terra, che coprono l’intera collina. Le più antiche risalgono al VII secolo a.C. e 200 di queste contengono una serie di affreschi che rappresentano il più grande patrimonio pittorico d'arte etrusca e, insieme, il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana. …e CERVETERI LO SAPEVI CHE… …esistono vari tipi di tombe etrusche Le sepolture più antiche ritrovate sono di tipo villanoviano (dal IX secolo a.C. all'VIII secolo a.C.), a pozzetto, ossia pozzi nella terra o nella roccia dove veniva posta l'urna o il sarcofago con le ceneri del defunto. Dal VIII secolo a.C., gli Etruschi hanno invece usato altri due tipi di sepolture: a tumulo e dado. Le sepolture a tumulo erano caratterizzate da una struttura a pianta circolare che racchiudeva all'interno una rappresentazione della casa del defunto, con tanto di corridoio (dromos) per accedere alle varie stanze. Le tombe a dado consistevano in una lunga schiera di tombe allineate regolarmente lungo vie dette "sepolcrali". I SEPOLCRI Tra i sepolcri più interessanti si annoverano le tombe che vengono denominate del Guerriero, dei Leoni, della Caccia e della Pesca. Molti dipinti sono ancora oggi visibili sulle pareti delle pareti interne delle tombe, mentre altri (tomba delle Bighe, del Triclinio, del Letto Funebre e della Nave) sono stati staccati allo scopo di preservarli e sono custoditi nel Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia. La tomba del Triclinio LO SAI CHE… Uno dei reperti più famosi della necropoli di Cerveteri è il sarcofago degli Sposi, un'urna funeraria in terracotta dipinta nel VI secolo a.C. e oggi conservata nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Raffigura una coppia di sposi sdraiata di fianco e nell'atto di versarsi del profumo sulle mani. Il fatto che la moglie sia ritratta insieme al marito indica come le donne etrusche avessero un posto nella società molto più importante rispetto a quello che avevano in altre civiltà.
Patrimonio UNESCO cittadini del mondo I POPOLI ITALICI Necropoli di TARQUINIA Le necropoli di Tarquinia e Cerveteri nel Lazio offrono una testimonianza straordinaria degli usi funerari e della vita quotidiana degli Etruschi. Le tombe sono modellate sugli interni delle abitazioni dei viventi, mentre gli affreschi si riferiscono a scene di vita quotidiana fornendoci così notizie dirette sulle usanze degli Etruschi.   Un banchetto etrusco UN DOCUMENTO VISIVO A oggi sono state ritrovate circa 6000 tombe etrusche: per la maggior parte sono camere scavate nella roccia e sormontate da tumuli di terra, che coprono l’intera collina. Le più antiche risalgono al VII secolo a.C. e 200 di queste contengono una serie di affreschi che rappresentano il più grande patrimonio pittorico d'arte etrusca e, insieme, il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana. …e CERVETERI LO SAPEVI CHE… …esistono vari tipi di tombe etrusche Le sepolture più antiche ritrovate sono di tipo villanoviano (dal IX secolo a.C. all'VIII secolo a.C.), a pozzetto, ossia pozzi nella terra o nella roccia dove veniva posta l'urna o il sarcofago con le ceneri del defunto. Dal VIII secolo a.C., gli Etruschi hanno invece usato altri due tipi di sepolture: a tumulo e dado. Le sepolture a tumulo erano caratterizzate da una struttura a pianta circolare che racchiudeva all'interno una rappresentazione della casa del defunto, con tanto di corridoio (dromos) per accedere alle varie stanze. Le tombe a dado consistevano in una lunga schiera di tombe allineate regolarmente lungo vie dette "sepolcrali". I SEPOLCRI Tra i sepolcri più interessanti si annoverano le tombe che vengono denominate del Guerriero, dei Leoni, della Caccia e della Pesca. Molti dipinti sono ancora oggi visibili sulle pareti delle pareti interne delle tombe, mentre altri (tomba delle Bighe, del Triclinio, del Letto Funebre e della Nave) sono stati staccati allo scopo di preservarli e sono custoditi nel Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia.   La tomba del Triclinio LO SAI CHE… Uno dei reperti più famosi della necropoli di Cerveteri è il sarcofago degli Sposi, un'urna funeraria in terracotta dipinta nel VI secolo a.C. e oggi conservata nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Raffigura una coppia di sposi sdraiata di fianco e nell'atto di versarsi del profumo sulle mani. Il fatto che la moglie sia ritratta insieme al marito indica come le donne etrusche avessero un posto nella società molto più importante rispetto a quello che avevano in altre civiltà.